Visto che è stato istituito dalla Regione Siciliana il comitato di supporto alle manifestazioni e agli eventi culturali che si terranno per ricordare il 150° anniversario della nascita di Vittorio Emanuele Orlando, mi preme rinfrescare la memoria.

Magari può essere uno spunto di riflessione per gli studi dell’assessore dei Beni culturali Gaetano Armao, Salvatore Raimondi, Gianni Puglisi, Orazio Cancila, Santi Fedele, Antonio Giuffrida, Marco Mazzamuto, Francesco Greco.

L’argomento non è nuovo per gli aficionados di BlogSicilia, perché fu protagonista del post intitolato: “Nessuna piazza per chi si disse orgoglioso di essere mafioso“, pubblicato l’1 settembre dello scorso anno.

In estrema sintesi, L’Ora del 28 luglio 1925 raccontò un intervento di Orlando al cinema Diana di via Ruggero Settimo:

Se per mafia, infatti, si intende il senso dell’onore portato fino all’esagerazione, l’insofferenza contro ogni prepotenza e sopraffazione, portata sino al parossismo, la generosità che fronteggia il forte ma induge al debole, la fedeltà alle amicizie, più forte di tutto, anche della morte; se per mafia s’intendono questi sentimenti, e questi atteggiamenti, sia pure con i loro eccessi, allora in tal senso si tratta di contrassegni individuali dell’anima siciliana, e mafioso mi dichiaro io e sono fiero di esserlo“.

Non aggiungo altro: mi è bastato anche oggi riportare ciò, con la speranza che il “Comitato” possa chiarire questo intervento “storico” e documentato, non dimenticando che sia lo storico americano John Dickie che l’italiano Giuseppe Carlo Marino hanno sottolineato quella “strizzatina d’occhio ai boss“.

Approfondimenti:

1 – Nessuna piazza per chi si disse orgoglioso di essere mafioso (BlogSicilia).

2 – Nessuna piazza per chi si disse orgoglioso di essere mafioso (Gruppo su Facebook).

3 – Intervista a Vittorio Emanuele Orlando.