Il personale impiegato nei musei siciliani non ci sta ad essere messo alla berlina e dopo l’annuncio delle Pro loco siciliane, che schierano il loro esercito di 20 mila volontari, lancia un appello all’assessore al ramo Maria Rita Sgarlata. Al centro della polemica la mancata apertura nei giorni festivi e in estate di alcuni beni culturali siciliani. “Da quasi un anno l’assessore sfugge al confronto – dicono Cobas Codir e Sadis – continuando, nel mentre, a fare dichiarazioni univoche a mezzo stampa”.

Il personale, riferiscono i sindacati, è impegnato nella fruizione e nella vigilanza dei siti culturali, ed anche nella gestione delle biglietterie manuali definite “da medioevo” ed “è stanco di essere messo sotto accusa dall’opinione pubblica che, “non conoscendo i problemi, esprime giudizi di inefficienza nei confronti del personale addetto a tali compiti”.

E lanciano un monito all’assessore affinché “lasci perdere i proclami e ci presenti un Piano di offerta culturale per una migliore gestione dei siti”.

“L’unico risultato prodotto dal tour assessoriale e sbandierato come la panacea del collasso dei beni culturali siciliani – continua la nota – è la creazione di altre aspettative lavorative nell’ambito di una Regione Siciliana ridotta allo stremo da chi della nobile arte della politica ne intenderebbe trarre un vantaggio clientelare di stampo elettoralistico”.

“Non è un caso – tuonano i sindacati –  che a ridosso delle elezioni europee si tiri fuori dal cilindro l’utilizzo di volontari nei siti culturali siciliani, senza che ci sia stato né una convocazione ad hoc, né che tale utilizzo sia stato inserito all’interno di un piano di offerta culturale ancora latitante dopo un anno dal suo insediamento”.

Cobas-Codir e Sardis “sono sempre pronti ad un sereno e costruttivo confronto, avvertendo che non sono più disponibili ad ulteriori ritardi della definizione contrattuale relativa al Famp 2013 e programmatica del Famp 2014”.