Il curriculum è di quelli che acchiappano: laurea col massimo dei voti, la scuola nazionale di amministrazione di Parigi, un ciclo di studi su economia e globalizzazione per la London School of Economics  all’Università di Pechino e incarichi importanti all’Ue e al Senato.

La scossa, però, è arrivata dopo una serie di apparizioni televisive a ‘Uomini e donne’ e soprattutto per un libro sul finanziamento pubblico ai partiti con la prefazione di Silvio Berlusconi: si intitola “Partiti a tutti i costi”, edito da Sperling e Kupfer. Perché la passione per la politica è antica anche se hai 27 anni.

Ylenia Citino, catanese classe 1986, è la candidata a sorpresa voluta proprio dal Cavaliere nella lista di Forza Italia della Circoscrizione Insulare. Quasi una sorpresa che i vertici etnei del partito hanno tenuta nascosta fino a poche ore prima della presentazione delle liste. Ieri, quando l’abbiamo chiamata per conferme, ci ha risposto col tono strano chi sa e non vuole dire, ma anche di chi la sa lunga: “Ah, candidata? Ma dai…”

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Passata la concitazione della presentazione delle liste le chiediamo che effetto le fa essere candidata in una competizione difficile come le Europee?

“Sono felice e orgogliosa. Ringrazio il Presidente Berlusconi e il coordinatore siciliano Vincenzo Gibiino per quest’atto di fiducia nei miei confronti e per aver premiato la mia militanza nel partito fin dal 2006. Questa campagna, difficile perché richiede preferenze su un territorio molto vasto e geograficamente separato dal mare, vedrà emergere tutto il mio impegno”.

Chi l’ha convinta ad accettare?

“E’ stato il presidente Berlusconi in persona a propormi pubblicamente la candidatura, durante un incontro organizzato dai Club Forza Silvio. Come dirgli di no?”

E allora ci racconti come scocca la scintilla Berlusconi?

“E’ un uomo che fin dagli esordi ha saputo entrare nelle case della gente, senza mai parlare politichese perché si è messo sullo stesso piano dell’uomo comune. Questa sua diversità, rispetto alla solita politica, è stato l’elemento che più mi è piaciuto”.

Riconoscerà che è difficile essere ‘berlusconiana’ quando tanti suoi fedelissimi hanno scelto di scendere dal carro?

“No, non è difficile avere la stessa fede politica che ho avuto negli ultimi otto anni. Chi scende dal carro avrà le sue motivazioni personali, di certo non ideologiche, visto che la battaglia che faremo la condurremo sempre sotto le stesse intramontabili insegne”.

 Stavolta, però, senza ‘un’ Berlusconi in lista sarà particolarmente dura questa campagna elettorale?

“Questa campagna sarà difficile a prescindere. Si prevede un forte astensionismo, perché i temi europei sono ritenuti troppo distanti dai problemi di ogni giorno. Berlusconi, pur non essendo capolista, si impegnerà per sparigliare come sempre le altre forze politiche. In più, il momento è propizio per creare una bella squadra, unita e in grado di rispondere alle nuove sfide”.

Senta, torniamo a Uomini e Donne, le dà fastidio essere ancora etichettata come ‘tronista’?

“Gli unici, dopo due anni, sono solo i giornalisti, perché fa comodo. Però ormai la notizia è vecchia. Mi piacerebbe che si ricordasse, invece, che sono l’unica giovane donna italiana nell’ultimo biennio ad essere stata ammessa all’ENA, la prestigiosa scuola d’eccellenza francese per la pubblica amministrazione. Ma forse questo non farebbe notizia”.

Lei vive all’estero, ma parliamo di Catania, la sua città: quanto è lontana dall’Europa?

“Catania non è distante dall’Europa, è parte di essa. Questa città, così ricca di risorse, potrebbe vivere di solo turismo che non viene promosso abbastanza. Ho vissuto quasi due anni in Francia e di tutti i francesi che ho incontrato e che avevano visitato l’Italia pochissimi si erano spinti al di sotto di Napoli. Perché?”.

Quanto è importante, secondo lei, per l’Europa il Sud e la Sicilia?

“Troppe volte il Sud è stato associato con l’idea di periferia, di un luogo ai margini di tutto, che subisce decisioni prese da altri. Eppure, dobbiamo ricordarci che questo Sud è stato la culla di grandi civiltà e che i popoli che vivevano oltre le Alpi venivano chiamati “barbari”. Queste Europee debbono essere un’occasione per riposizionare al centro quello che era il prezioso “granaio di Roma”.

E allora dove abbiamo sbagliato con l’Europa?

“Sono stati commessi troppi errori. Ci è stata imposta una moneta, l’euro, agganciata al corso del marco tedesco. Abbiamo perso la possibilità di stampare banconote, rinunciando di fatto alla sovranità monetaria, senza però avere un’unica politica economica. Ci siamo ritrovati in una strada senza via d’uscita, perché la crisi è stata affrontata con l’austerità e l’oppressione fiscale, invece che con il sostegno alla ripresa. Oggi le parole d’ordine non devono essere più spread o inflazione, ma occupazione e crescita”. 

Un po’ di campagna elettorale: se viene eletta la prima azione che intende intraprendere…

“Sono la più giovane candidata nella mia lista, il mio pensiero va ai sei milioni di precari in Italia e a quel 42% di ragazzi che come me non trovano lavoro. Bisogna utilizzare i crediti messi a disposizione dell’Unione Europea per mettere in atto politiche di sostegno all’occupazione giovanile. L’Italia deve fare sentire la propria voce in modo più forte, perché fino ad oggi c’è stata solo tanta retorica”.

Se non ci fosse stata Forza Italia per chi avrebbe votato?

“Di certo non mi sarei astenuta dal voto, perché ritengo che il voto sia un diritto prima ancora che un dovere. Ma sarei stata molto in difficoltà, perché tolti i partiti con una storia come Forza Italia, all’orizzonte vedo solo movimenti politici effimeri o poveri di proposte”.