“I dati forniti dalla Regione sulla chiusura del bando delle Zone Franche Urbane in Sicilia presentano, purtroppo per Catania, una scarsa adesione del quartiere di Librino a questa iniziativa, con sole 218 richieste”, lo afferma il deputato del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, analizzando il report diffuso oggi dalla Regione sulle domande presentate per avere accesso alle opportunità offerte dalle Zfu.

L’ex sottosegretario alla giustizia commentando il dato del quartiere catanese dice che è “un numero che non soddisfa, specie se messo a confronto con le domande presentate in altre realtà come Messina (con 792 domande), Acireale (671),Barcellona Pozzo di Gotto (566), Trapani (480), Bagheria (454), Termini Imerese (449), Gela (419) e Vittoria (525)”.

In questa singolare classifica stilata sulla adesione ai bandi fa peggio di Librino il quartiere palermitano di Brancaccio, un’altra zona siciliana a rischio, in cui si sono raccolte complessivamente 160 domande.

Un segnale che certamente deve fare riflettere visto che si tratta di due aree delle più importanti città siciliane che sono state nel mirino della politica locale e regionale. Il governo Crocetta, come si ricorderà, iniziò i propri lavori nell’autunno 2012 con una giunta convocata a Brancaccio a cui seguì una seduta analoga organizzata in una scuola di Librino.

“Evidentemente – continua Berretta – è mancata finora una politica complessiva per il rilancio del quartiere catanese capace di dare un concreto segnale di una città che vuole scommettere su Librino e sui suoi tanti abitanti, ma anche il caso di Branaccio è scoraggiante C’è una resistenza da parte degli imprenditori ad investire in questi quartiere e questo non è un bene.

Secondo l’esponente etneo del Pd “sarebbe stato importante far comprendere, anche per il tramite delle organizzazioni di categoria, l’importanza delle Zfu in una realtà come quella del popoloso quartiere catanese. Attraverso la promozione e la nascita di nuove aziende e nuove attività a Librino, infatti, Catania tutta avrebbe trovato nuove opportunità di crescita, si sarebbe potuto avviare un modello di sviluppo che includesse da protagonista anche la periferia e si sarebbe potuta affermare una visione d’insieme della città che invece ancora stenta a venire fuori”.

Berretta ha aggiunto che a Librino “la presenza dello Stato e più diffusamente del pubblico è rarefatta” ed elenca una serie di iniziative ed opere che erano e sono destinate al quartiere catanese che rischiano di rimanere delle incompiute: “Penso all’ospedale che ancora non è ultimato, alla cittadella della Polizia e alle altre opere che rimarcano delle differenze” rispetto al resto del territorio.

“Comunque 218 domande costituiscono una base di partenza –  conclude il parlamentare catanese – ora è importante che si dia seguito rapidamente alle richieste che sono giunte. Tuttavia resta l’amarezza per un’occasione che avremmo potuto e dovuto sfruttare con maggiore coraggio”.

A Giuseppe Berretta hanno replicato con una nota gli assessori comunali Angela Mazzola e Saro D’Agata:  “C’è chi corre in campo – è scritto della nota – e chi ama guardare comodamente la partita dagli spalti, anche parlamentari. Librino ha risposto alla grande, considerando che il tessuto economico e commerciale di quel quartiere è ancora tutto da costruire. Con il mondo produttivo catanese, abbiamo lavorato per incentivare al massimo la qualità delle proposte. Considerando anche che, per ottenere reali benefici, un numero troppo elevato di domande sarebbe risultato controproducente e molte imprese non avrebbero avuto accesso a finanziamenti adeguati”.

“Per quanto riguarda il resto – prosegue la nota -forse Berretta ignora che il Comune,  dopo aver messo a disposizione 53 botteghe a fitto minimo dimezzato, ha istituito prima della presentazione delle domande due sportelli informativi, uno nella Direzione Attività Produttive e l’altro nella sede dellaCircoscrizione a Librino, fornendo anche supporto on line. Inoltre l’intero progetto regionale è stato presentato proprio a Librino dal sindaco Enzo Bianco, dal presidente della Regione Rosario Crocetta e dagli assessori regionali competenti insieme al Ministero dello Sviluppo economico, all’Anci, a tutto il mondo produttivo catanese, alle associazioni di Librino e soprattutto alla gente comune. Non abbiamo visto invece l’on. Giuseppe Berretta che spiace abbia colto, sbagliando, l’occasione per fare un intervento da opposizione non solo al lavoro dell’Amministrazione ma soprattutto agli interessi della città e di Librino”.